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Predisposti 40 corsi dalle ore 7 alle 23 per soddisfare la grande richiesta della terza città sarda

 

 


_ Cosa accadde, Pettinau? «Sono cose vecchie e non vale nemmeno la pena parlarne. Certo, dopo la rottura, avevo voglia di dimostrare a qualcuno che aveva commesso un errore e penso di esserci riuscito». _ Che cosa ha di clamoroso il suo progetto? «Di clamoroso c'è che per la prima volta in Sardegna una piscina è nata, non da un'iniziativa comunale o regionale, ma da un'iniziativa privata. O meglio da una cooperativa giovanile, la Promogest, di cui io sono il presidente e che coinvolge nomi noti del nuoto sardo come Nicola Pau, mio ex allievo, Andrea Porru, mio vice ai tempi dell'Esperia, e Sergio Atzei». _ L'idea è del '92. Da allora sono passati sette anni. Troppi? «Sono molti, sì, ma tutto sommato rientra nei tempi "italiani". Tra il progetto di fattibilità, l'intervento della Regione, i finanziamenti delle banche, l'iter burocratico è abbastanza complesso. Ora, per fortuna tutto è pronto». _ Prontissimo? «Sì, pronti a iniziare anche se il 100 per cento lo raggiungeremo quando la capienza delle tribune sarà allargata dai 99 spettatori di oggi a 338 unità E solo un problema di autorizzazioni, roba di due mesi». _ Lunedì, dunque, porte aperte... «Dobbiamo partire a tutti i costi. L'inaugurazione ufficiale, con cerimonie e autorità, la faremo in seguito. Vogliamo iniziare subito soprattutto perché dobbiamo ripagare la fiducia dei quartesi nei nostri confronti. Abbiamo predisposto 40 corsi, per tutte le età e le fasce orarie (siamo aperti dalle 7 alle 23) e la risposta si è concretizzata in una marea di prenotazioni. Quartu ci ha accolto più che bene: il progetto piscina ha messo d'accordo opposizione e maggioranza». _ Qualche sorpresa per l'inaugurazione ufficiale? «Sicuramente le idee sono tante. Il non plus ultra sarebbe avere con noi Lamberti come testimonial, un torneo di pallanuoto con grandi squadre e gare di nuoto con nomi di richiamo. Sarebbe un'ottima partenza». _ Tanto entusiasmo ora, ma poi? «Quello che stiamo facendo è poco rispetto a quello che dobbiamo fare: il nostro impegno è quello di migliorarci sempre di più». _ Anche al di là dell'utilizzo strettamente sportivo dell'impianto? «Certo, vogliamo coinvolgere i quartesi in maniera totale: la piscina ha tutti i requisiti, panchine, verde, bar, per diventare un centro di aggregazione sociale, un punto di riferimento per tutti i cittadini. C'è poi un altro aspetto che vorrei sottolineare, quello educativo. Siamo vicini al mare, ma solo quando succedono le tragedie ci rendiamo conto che da noi è totalmente assente un'educazione alle attività natatorie». _ Il sogno? «Tornando allo sport in senso stretto, mi piacerebbe che Quartu diventasse un punto di riferimento del nuoto in Sardegna anche a livello agonistico. Più che un sogno, è qualcosa che stiamo iniziando a costruire». Stefano Ambu

06 novembre 1999

 

 

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